Cura dei capelli e caduta

Trapianto di capelli

Strumenti chirurgici sterili su sfondo chiaro

Il trapianto di capelli è un intervento chirurgico con cui i follicoli piliferi vengono spostati da una parte del cuoio capelluto a un’altra. L’argomento è frequente e le informazioni al riguardo sono disomogenee, in parte perché se ne parla il più delle volte in un contesto pubblicitario. Questo testo è una panoramica informativa: che cos’è l’intervento, come si esegue e che cosa lo limita.

Il principio di base

L’intervento si fonda sul concetto di dominanza del donatore. Nella maggior parte delle persone i follicoli della zona occipitale e delle zone laterali del capo non sono sensibili al diidrotestosterone, l’ormone che nel diradamento su base ereditaria porta alla miniaturizzazione del follicolo. Quando un follicolo di questo tipo viene spostato in una zona che si dirada, conserva le sue caratteristiche originarie e continua a crescere.

Da qui deriva anche il limite fondamentale: il trapianto non crea nuovi follicoli. Ridistribuisce quelli esistenti. Il numero complessivo di capelli sul capo resta lo stesso: cambia soltanto la loro disposizione.

Due tecniche di base

FUT, trapianto di unità follicolari tramite striscia

Dalla zona occipitale si asporta chirurgicamente una striscia di cute con i follicoli e l’incisione viene suturata. La striscia viene suddivisa al microscopio in singole unità follicolari che vengono poi impiantate nell’area ricevente. Il metodo consente di ottenere un gran numero di innesti in una sola seduta, ma lascia una cicatrice lineare sulla nuca, visibile con tagli molto corti.

FUE, estrazione di singole unità follicolari

Le unità follicolari vengono prelevate una a una, con micropunch di diametro inferiore al millimetro. Al posto di una cicatrice lineare restano piccole tracce puntiformi, di regola meno evidenti. L’intervento dura più a lungo e richiede maggiore esperienza dell’operatore. La FUE è oggi la tecnica più diffusa, con una serie di varianti che si differenziano per strumentazione e modalità di impianto.

Come si svolge l’intervento

  • Consulto e pianificazione, valutazione del tipo e dello stadio del diradamento, della densità dell’area donatrice, disegno della nuova attaccatura.
  • Preparazione, taglio dei capelli nell’area donatrice e anestesia locale.
  • Prelievo degli innesti, alcune ore di lavoro, a seconda del numero di unità.
  • Creazione dei canali e impianto, angolo, direzione e disposizione determinano quanto il risultato apparirà naturale.
  • Recupero, arrossamento e crosticine nei primi giorni, con indicazioni su lavaggio e riposo.

Fase di shock e tempistica

È atteso che i capelli trapiantati cadano nelle prime settimane dopo l’intervento. Il follicolo resta nella pelle ed entra in fase di riposo. La nuova crescita di norma inizia intorno al terzo o quarto mese, mentre il risultato definitivo si valuta soltanto dopo dodici o diciotto mesi. Questa dinamica sorprende molti di coloro che si aspettano un esito rapido.

Limiti di cui si parla meno

L’area donatrice è una risorsa finita. In caso di diradamento marcato spesso non ci sono innesti sufficienti a coprire l’intera superficie interessata, per cui la pianificazione si riduce a stabilire priorità, il più delle volte il terzo anteriore, che contribuisce maggiormente all’impressione di incorniciatura del viso.

L’intervento inoltre non ferma il processo che ha portato al diradamento. Se l’alopecia androgenetica progredisce, i capelli non trapiantati attorno all’area trattata possono continuare a diradarsi, il che con il tempo produce una disposizione innaturale. Per questo la pianificazione nelle persone più giovani è considerata particolarmente delicata, perché è difficile prevedere fin dove arriverà il processo.

Non tutti i tipi di perdita di capelli sono adatti al trapianto. Nelle alopecie cicatriziali e nei processi infiammatori attivi del cuoio capelluto l’intervento di regola non è indicato finché la situazione non si stabilizza, e talvolta nemmeno allora. La valutazione dell’idoneità è esclusivamente medica.

Rischi

Come ogni intervento chirurgico, il trapianto comporta rischi: infezione, sanguinamento, gonfiore, perdita temporanea della sensibilità, follicolite, formazione di cisti, densità disomogenea, cicatrice visibile e risultato esteticamente insoddisfacente. Un’attaccatura mal posizionata o un angolo di impianto sbagliato si correggono con difficoltà.

Turismo sanitario

Il trapianto di capelli è un ambito in cui le cure transfrontaliere sono molto diffuse e i prezzi variano enormemente. Le domande che le fonti specialistiche indicano come essenziali nella scelta: chi esegue concretamente l’intervento e quale qualifica possiede, quanti pazienti vengono operati nello stesso giorno, come è organizzato il follow-up dopo il rientro e come si gestisce un’eventuale complicanza. Un prezzo basso significa spesso che la maggior parte del lavoro è svolta da personale tecnico, con un contatto breve con il medico.

Che cosa questo testo non sostiene

Il trapianto è un intervento medico e si valuta esclusivamente nel colloquio con un medico specialista. I prodotti cosmetici per la cura dei capelli e del cuoio capelluto appartengono a un’altra categoria: non curano, non sostituiscono l’intervento chirurgico e non si confrontano con esso. La cura del cuoio capelluto prima o dopo l’intervento si effettua esclusivamente secondo le indicazioni del medico che lo ha eseguito, perché in quel periodo la pelle si trova in una condizione particolare.

In breve

  • Il trapianto sposta i follicoli esistenti; non ne crea di nuovi.
  • Le due tecniche principali sono FUT e FUE, con tracce e svolgimento diversi.
  • I capelli trapiantati cadono nelle prime settimane; il risultato definitivo si vede dopo un anno e oltre.
  • L’area donatrice è limitata e l’intervento non ferma il processo di diradamento di fondo.
  • Non tutte le forme di perdita di capelli sono adatte all’intervento.
  • Valutazione, indicazione e cura dopo l’intervento spettano al medico.

Il testo ha carattere informativo e non costituisce un parere medico né una raccomandazione per alcun intervento o struttura.

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